Il Piano Transizione 4.0, confermato nella nuova legge di bilancio 2021, sostituisce il precedente Piano Impresa 4.0 e le misure previste fino all’anno scorso, tra cui l’iperammortamento e superammortamento.

La Legge di Bilancio 2021 ha confermato la validità di queste importanti misure a supporto delle imprese, fino a giugno 2023. Questo dimostra il superamento di una lacuna che ha contraddistinto il precedente Piano Impresa 4.0 e permetterà alle imprese di pianificare nel medio-lungo termine i propri investimenti con maggiori certezze in termini di agevolazioni.

I nuovi crediti d’imposta, inseriti nella legge di bilancio 2021, sono previsti fino al 2022.

Quali sono le misure del Piano Transizione 4.0 nel 2021?

Le misure previste dal nuovo Piano Transizione 4.0 consistono nel credito d’imposta per gli investimenti in:

  1. Beni materiali non 4.0: l’aliquota di ammortamento viene portata al 10%, con un massimale di 2 milioni di euro per i beni materiali. Il credito d’imposta associato agli investimenti effettuati nel 2021 in strumenti e dispositivi tecnologici, finalizzati all’implementazione di forme di lavoro agile, è del 15%. Dal 2022 l’aliquota di ammortamento è, invece, del 6%.

 

  1. Beni immateriali non 4.0: si prevede un ammortamento con aliquota del 10% e massimale di 1 milione di euro, fino a dicembre 2021, ed una aliquota del 6% dal 2022 e fino al giugno 2023.

 

  1. Beni materiali 4.0: gli scaglioni previsti per gli investimenti in beni materiali 4.0 sono rispettivamente di
    • 2,5 milioni con aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;
    • dai 2,5 milioni ai 10 milioni con aliquota del 30% nel 2021 e 20% nel 2022;
    • dai 10 ai 20 milioni con aliquota, del 10% nel 2021 e 2022.
  1. Beni immateriali 4.0: il credito d’imposta associato a tali beni (inclusi Software 4.0) arriva al 20%, con un massimale che passa da 700 mila euro a 1 milione di euro. L’aliquota è prevista per l’intero biennio 2021-2022. Ricordiamo qui i 12 obiettivi forniti dal decreto ed esposti in questo precedente articolo:
    • Introduzione di soluzioni che consentano un’integrazione comune dei diversi componenti, moduli e sistemi di un’architettura aziendale in grado di garantire l’interconnessione trasparente, sicura ed affidabile dei diversi dispositivi hardwaree delle applicazioni software (quali, ad esempio, MES e SCADA);
    • Introduzione di soluzioni che consentano un’efficace gestione operativa della produzioneper migliorare l’utilizzo delle macchine, ridurre il lead time di produzione, minimizzare i costi, migliorare le prestazioni di consegna;
    • Integrazione, attraverso l’applicazione di tecnologie digitali, tra il sistema informatico (IT) e le fasi del processo di produzione di beni o servizi;
    • Introduzione di soluzioni che consentano la pianificazione e la simulazione dei processi produttivi per migliorare le prestazioni, la qualità e ridurre i costi;
    • Introduzione di soluzioni per la definizione e generazione sistematica dei KPIattraverso la produzione e raccolta automatica dei dati di processo;
    • Introduzione di soluzioni idonee a generare report di analisirelative al funzionamento delle risorse tecnologiche, materiali e personali coinvolte nei processi di produzione di beni o servizi;
    • Introduzione di soluzioni di allarmistica immediataper intervenire su eventuali problemi;
    • Digitalizzazione di processi e prodotti nelle diverse aree e ambiti di creazione del valore (manutenzione predittiva macchine utensili CNC, tracciabilità di processo/prodotto, logistica/magazzino/movimentazione, controllo qualità, tracciatura automatica delle specifiche di qualità di un prodotto, di materie prime, ecc.);
    • Digitalizzazione delle interazioni tra i diversi operatori delle filiere produttive, dei modelli di condivisione delle informazioni, dei protocolli e metodi per il tracciamento dei prodotti all’interno della filieraper migliorare la cooperazione delle filiere estese;
    • Introduzione di soluzioni che implichino possibilità di funzioni da remoto e in tempo reale di assistenza, diagnosi, installazione e monitoraggio.
    • Riprogettazione delle funzioni, dell’architettura, dei moduli e della connettivitàdei beni strumentali;
    • Introduzione di soluzioni specifiche di blockchain, cybersecurity, Edge e Cloud computing.

 

  1. Investimenti in Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green:
    • per gli investimenti in ricerca e sviluppo il credito d’imposta riconosciuto passa dal 12% al 20%, con massimale da 3 milioni a 4 milioni di euro;
    • per gli investimenti in innovazione tecnologica, design e ideazione estetica il credito d’imposta riconosciuto è del 10% con massimale di 2 milioni di euro;
    • per gli investimenti in innovazione tecnologica legati agli obiettivi green, il credito d’imposta riconosciuto è del 15% rispetto al 10% dell’anno passato con massimale di 2 milioni di euro.

 

  1. Credito d’imposta Formazione 4.0: le imprese possono utilizzare il nuovo credito d’imposta per formare i dipendenti e gli imprenditori nel 2021 e 2022.

 

  1. Tra le principali novità, si potrà usufruire del credito d’imposta in tre quote annuali di pari importo, anziché 5, a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni. Se i ricavi per i beni non 4.0 non superano i 5 milioni di euro il credito è fruibile in un’unica quota annuale.

 

  1. Il credito d’imposta diventa cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi e a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.

 

  1. Per i termini e scadenze, è prevista una proroga di sei mesi, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e con un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione.

 

Conclusioni:

A giugno 2020 avevamo fatto una previsione e approfondito le misure approvate, sottolineando come andassero risolte alcune lacune del precedente Piano Impresa 4.0. A gennaio 2021, possiamo dire che il Piano Transizione 4.0 approvato dalla Legge di Bilancio 2021 sia venuto incontro alle esigenze degli imprenditori abbattendo quelle lacune.

È chiaro che l’obiettivo è quello di consentire alle aziende una migliore efficienza e una maggior capacità produttiva come vantaggio competitivo. Soprattutto ora che il Piano è approvato per un intero biennio e le aziende possono investire avendo una maggiore consapevolezza. Tocca alle aziende saper sfruttare questi incentivi verso la modernizzazione, la digitalizzazione e la sostenibilità.